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Ciascuno ha la sua Wolfsegg. E va estinta. (Tributo a Thomas Bernhard).

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La gente con il cosiddetto buon carattere è quella che col tempo finisce solo per tediarci e ucciderci, dobbiamo soprattutto guardarci dalla loro compagnia. (T.B.)

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mercoledì, 02 luglio 2008

Alberto Ricceri detto Salasso (nella foto con la montura dell'Aquila) sembra essere colui che stasera proverà, con Elfo di Montalbo, ad arrivare primo al bandierino coi colori della Torre. Sembra perchè è stato tutto un susseguirsi di cambio di monta con Giosuè Carboni, compresa la provaccia di stamattina. Maria Aurora Misciattelli, capitano in Salicotto, dice che è scaramanzia ma alla fine sarà Salasso ad uscire con Elfo dall'Entrone. Boh? La cosa resta strana. Ricceri è sempre stato un tipo controverso è un pò rompicazzo, ma non è questo il punto. Il punto è che spesso è salito sul cavallo dell'Onda, da sempre nemica con l'Oca della Contrada granata con l'Elefante. Che questo Elfo sia così scarso da avergli appioppato un fantino che perderà alla grande andando a togliere così ai contradaioli di Salicotto almeno l'enorme soddisfazione di riempire Salasso di cazzotti?

Postato da: wolfsegg a 12:54 | link | commenti |

E' davvero simpatico quanto si legge stamani come prima notizia sul sito della Cisl: "Il governo mette a rischio il rinnovo dei contratti". Vabbè, magari uno si aspetta di trovare qualche nota sul fattaccio da qualche altra parte. Ovviamente neanche un accenno. Del resto che vuoi che siano 20.000.000 di euro, 40 miliardi del vecchio conio, sottratti ai lavoratori dello I.A.L. che si prodigano a rendere per lo meno alfabetizzate uno sterminato numero di persone che accedono al lavoro prive delle minime cognizioni di apprendimento. Una montagna di denaro destinata una volta tanto a qualcosa di etico e scomparsa tra le furbe mani di dirigenti con pochissimi scrupoli: case, auto, piscine. Grandi! E di mezzo sembra che ci sia anche lui, il mitico D'Antoni che da quando è in quota PD era stranamente sparito di circolazione fatta salva una Presidenza mordi e fuggi del Palermo Calcio che pare abbia beneficiato di qualche tranche del suddetto denaro turlupinato e destinato al calciomercato di Zamparini e Foschi. Che meraviglia! Qualche malizioso sussurra che sia stato proprio D'Antoni a suggerire a Uolter Ueltroni l'alleanza con Tonino di Pietro per vincere (perdere) le elezioni. Un suggerimento davvero fantastico: allearsi col più grande giustizialista del mondo contro il più grande mangiagiudici del mondo, e cercare di andare daccordo con entrambi. Che genii! E che ladri!! I tutelatori dei lavoratori per eccellenza, minchia, un'alleanza di mascalzoni e di coglioni! Penso a Bettino e mi viene il magone.

(P.S. Nel caso qualcuna avesse intenzione di rompere il cazzo, anticipo che il prossimo post, sarà dedicato ad un paio di pagine tratte da "Un bambino" di Thomas Bernhard, autore che comunque suggerisco di non leggere in quanto, per certe testoline femminili che dovrebbero dedicarsi solo a sperimentare cucina a base di crusca e avena, potrebbe risultare addirittura esiziale).

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mercoledì, 18 giugno 2008

UN CAUCHEMAR!

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venerdì, 30 maggio 2008

INDOVINA INDOVINELLO! Quanta gente, lentamente, si wolfsegghizza, e quanta resta immersa nella propria irreversibile coglionaggine?

Ha cominciato Celentano, all'indomani del primo discorso in Parlamento del leader forzista, dicendo: «Se non è un bluff, forse Silvio ci sta dimostrando che l'uomo quando vuole sa anche cambiare. Certo è presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino. Il mio sesto senso mi dice che lui è cambiato». Ancora più a destra si era spinto Antonello Venditti che, in occasione dell'elezione a sindaco di Roma di Gianni Alemanno, commentava: ««Voglio ricordare che quando era Ministro dell’Agricoltura era più a sinistra di molto dirigenti del centrosinistra. Molte persone di sinistra hanno votato per Alemanno perché era una delle poche persone votabili».

Parole sorprendenti e inattese, voci di solito tutt'altro che allineate che si mettevano in fila dietro il nuovo centrodestra. E ora attirano sempre più impensabili adepti. Come Francesco "il rosso" De Gregori che, dalle colonne di Vanity Fair, stabilia i fan: «Sono di sinistra e l'ho sempre detto. Ma non le appartengo: voglio avere la libertà di poter verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri. Berlusconi ha una solida maggioranza e speriamo che la usi per modernizzare il Paese. Se ci riuscisse, non farebbe una politica di destra o di sinistra, ma soltanto il bene di tutti. Mi piace pensare a un unico Paese che, insieme, può trovare un modo per migliorare le cose».

(ANSA_ LIBEROMAGAZINE. NET 30 MAGGIO 2008)

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lunedì, 19 maggio 2008

Postato da: wolfsegg a 10:57 | link | commenti (23) |

lunedì, 12 maggio 2008

IPSE DIXIT

Quando il vecchio rompiscatole polemico vecchio Wolfsegg, molto tempo fa, sosteneva, e sembrava facile profezia, che con questi 2 loschi ridicoli sciocchi presuntuosi e anche un pò tonti figuri, la sinistra avrebbe facilmente perso le elezioni, e le avrebbe perse di molto e in buona parte anche per colpa loro, e che se loro continueranno, così come stanno continuando, a fare cazzate come in questi giorni, vedi casi Grillo/Schifani, continueranno a perderele per un bel pò, bè, Wolfsegg veniva preso per un pirla. Stamani leggendo a pagina 5 del Corriere della Sera l'articolo intitolato "Gelo a sinistra: con Travaglio e Santoro si perde per dieci anni", Wolfsegg  ha goduto, non proprio come un orgasmo consumato con una bella gnocca, ma direi che, si, ha goduto. In molti, a sinistra, si son messi le mani nei capelli (Curzi: "Travaglio è un provocatore", Finocchiaro: "Basta con Travaglio e Santoro, non se ne può più") e hanno scosso la testa, ma più di tutte vale la dichiarazione di Luciano Violante: "Non condivido quel modo di fare giornalismo, permanente pettegolezzo. Non vedo mai Annozero e domando: cosa c'entrano con la sinistra Santoro e Travaglio?". Chissà come saranno smarriti, stamani, quelli di sinistra, che abituati a sentirsi dire quello che devono pensare, ora, francamente, immagino, non ci stanno capendo più un cazzo.

Postato da: wolfsegg a 10:25 | link | commenti (1) |

lunedì, 05 maggio 2008

Zenit e Nadir

Lo Zenit è lo Zenit San Pietroburgo Football Club e il Nadir è il Bayern Monaco. Che meraviglia quando accadono cose del genere! Il Bayern Monaco squadra ipertitolata di Cermania cià campione di Cermania e che ha già vinto oltre che il titolo di campione di Cermania anche la coppa di Cermania, si è sciolta miseramente sotto i colpi di una truppa di sedicenti professionisti della artisticamente e politicamente ma non sportivamente nota San Pietroburgo: quattro pappine in riva alla Neva e a casa. Una banda di volenterosi semiprofessionisti che chissà, magari per arrotondare fanno anche un secondo pesante lavoro, hanno negato la finale di Coppa Uefa ai ricchi famosi antipatici teteschi campioni di Cermania nelle cui file militano sei nazionali della Nazionale Tetesca, un nazionale della Nazionale Brasiliana, un nazionale della Nazionale Francese e infine un nazionale della Nazionale Italiana, certo Luca Toni che per ciocare a Monaco ha firmato un contratto da 7 milioni di euro netti a stagione, 14 miliardi del vecchio conio. Praticamente si può ben dire che con il valore di una doccia di Luca Toni, si pagano più o meno gli stipendi di tutta la magnifica ghenga russa che, siccome ha raggiunto un traguardo ipermega prestigioso, si è vista recapitare un premio di circa ventimila euro a testa (cifra che Luca insacca ogni 12 minuti di partita) dal magnifico sponsor della Azienda del gas locale:

Si noti di seguito il locale adibito a spogliatoio dello Stadio Petrovskj: uno studio dentistico della mutua ha l'aria più accogliente. Che meraviglia!

E infine la tribuna d'onore!

In finale, contro i ciccioni vecchi ubriaconi del Glasgow (che hanno rifilato la stessa sorte ai presuntuosi Viola Della Valle), io terrò per i Russi!!! Tutti gli altri, per favore, a lavorare. O, in alternativa, affanculo!

Postato da: wolfsegg a 11:45 | link | commenti (2) |

mercoledì, 30 aprile 2008

We care, we can, we lose.

Il tartarugone Uòlter immagino sia triste e depresso. Ora avrà il tempo per riflettere, attività che dovrebbe venirgli bene visto che riguarda l'intelletto, e si sa, l'intelletto e la cultura a Uòlter non manca. A chi l'ha votato men che meno. Quelli di sinistra sono intelligenti per definizione, hanno studiato, hanno belle librerie, citano a destra e a manca, frequentano salotti buoni, la sanno lunga in definitiva. Però hanno perso, hanno perso tutto e la cosa gli rode. Ovvio. Io credo però, per dirla in modo grossolano e spiccio, che rode di più a chi l'ha votato o per lo meno a gran parte di coloro che l'hanno votato e che ancora non si raccapezzano di cosa in realtà sia accaduto. Extrasinistra spazzata via e Colaninno sui banchi di Montecitorio a fare l'opposizione. Roba dura da mandare giù. D'altra parte, che dire? Non hanno capito niente di niente. Ben gli sta. Non sanno più chi rappresentano e coloro che credevano d'essere rappresentati da "loro" se ne sono accorti. Mica è stupida la gente! Se nel pacchetto gli presenti nell'ordine: bacini bacini con Mastella, alleanze con Di Pietro, strizzatine d'occhi agli industriali, il Loft, D'Alema con la barca e le scarpe da 3.000 euro, Bertinotti con la evve moscia portaocchiali di tartaruga e cachemire collo a V da 1.500 euro, serate di gala al festival romano del cinema, salotti buoni, pensioni d'oro a 49 anni und so weiter. Insomma la mì mamma un c'ha capito nulla e temo tanti altri operai, impiegati e pensionati. Così se proprio uno doveva votare una cagata del genere tanto valeva votare "l'originale" e non la copia. Ed è quello che è accaduto. Col rischio del tutto probabile che la Destra, essendo financo furbetta, non si lascerà sfuggire il fatto che rappresentare quella gente nelle fabbriche, negli uffici, in Padania e perchè no, anche nel Sud, sarà un obbiettivo da perseguire quanto baciare il culo al Cavaliere e ai suoi cavalli. Povera Sinistra. Resiste a Lamporecchio e in qualche provincia del modenese dove pensano ancora di votare P.C.I. e nelle case del Popolo c'è appesa al muro ancora la foto di Berlinguer. Una Sinistra che - come ha detto ieri sera un incazzatissimo Cacciari sull'orlo dell'infarto - "si è autoeliminata scimmiottando la Destra e pensando di abbindolare la gente con 3 parole d'inglese e presentando un governo Prodi che in 2 anni ha fatto più disgrazie di un uragano".

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lunedì, 28 aprile 2008

Eventi di Thomas Bernhard

(Il Corriere della Sera, oggi: ci sarebbe voluta l'invettiva di Thomas Bernhard per una notizia come questa).

Austria/ Segregata in casa per 24 anni dal padre che abusa di lei. Ha 7 figli, uno è stato bruciato. Il padre confessa

Lunedí 28.04.2008 09:37

Elisabeth Fritzl è stata tenuta segregata per 24 anni dal padre nella sua casa in Austria. Lui l'ha violentata, e insieme hanno avuto sette figli. Tre di questi non hanno mai visto la luce del sole, mentre uno è stato bruciato. L'Austria rivive così un nuovo caso Natascha.

I terribili fatti sono avvenuti ad Amstetten, una cittadina come tante altre della Bassa Austria, lungo il corso del Danubio. In una casa come tante altre di questa regione ridente del Mostviertel, famosa per il mosto che si fa con le mele e le pere dei frutteti che si stendono a perdita d'occhio, vive la famiglia. Una famiglia numerosa: dalla moglie Rosemarie, Joseph ha avuto otto figli.

Ma non è andata così. Da 24 anni Elisabeth viveva da reclusa in uno scantinato senza finestre, dove il padre la violentava regolarmente, tanto da aver avuto da lei ben sette figli incestuosi, uno dei quali morto subito dopo il parto. Tre di questi - di 19, 18 e 5 anni, sono sempre vissuti nella cantina-prigione, senza mai vedere la luce del sole.

Postato da: wolfsegg a 16:38 | link | commenti (2) |

Son contento di essere arrivato uno ...

"Son contento di essere arrivato uno" disse tanto tempo fa un famoso ciclista friulano dopo aver vinto una durissima tappa di montagna al Giro d'Italia. Ma tant'è, un ciclista deve pedalare mica educare le masse o tenere lezioni sull'ermeneutica o la fisiognomica.

Alla Ferillona, invece, non basta mostrare il bel tanto culo e le belle tante tette ai Fori Imperiali per festeggiare la Roma e Totti; si è ricordata che esibire il suo prorompente fisico è un hobby così come è un passatempo fare qualche fiscion. Le cose serie son ben altre, così l'altro giorno invitata nel Loft del PD (il Loft del PD, roba da ridere ...) - insomma quella che una volta era la Casa del Popolo o giù di lì - ha detto: "Io nun sarò n'intellettuale, ce mancherebbe, ma quanno che sento parlà Alemanno a me me sembra d'ésse Sciopenaue"! E giù risate quelli del Loft, che ancora qualcuno non gli ha spiegato bene che c'è ben poco da ridere, specie da quelle parti.

Io invece ho appena sentito alla Radio, Mr.Rutellone in Palombelli che, beccato fuori dalle urne subito dopo il voto, ha dichiarato: “Sono sereno di aver fatto il mio dovere". Capito? "Sereno di aver fatto il mio dovere", roba che in confronto "son contento di essere arrivato uno" è italiano del Devoto - Oli perfezionato col tributo del dizionario della Crusca. Io quanno che sento parlà Rutenio me sembra d'ésse Fiswehuarthenaubz. Sti cazzi!

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giovedì, 17 aprile 2008

Elezioni 2008

Sommando ai voti presi da ciascuna delle due coalizioni i voti dei partiti aggregabili alle coalizioni stesse si evince che il centrodestra ha vinto sul centrosinistra con uno scarto di circa

5.000.000

di voti rispetto ai circa 30.000 coi quali il centrosinistra si aggiudicò la tornata elettorale del 2006. Sarà mica stato vero, no così, per caso, che i brogli c'erano stati sul serio?

 

Postato da: wolfsegg a 09:25 | link | commenti (2) |

martedì, 15 aprile 2008

Il fattore "N"

Il fattore "N" siamo noi. Non è che sia facilissimo spiegare chi siamo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare se si vuol tentare di dare un'opinione un pò diversa del voto relativo a quelle che resteranno le memorabili elezioni del 14 aprile 2008. Intanto provo a dire chi sono io per arrivare a spiegare chi siamo noi. Io sono un Volterrano (come mi apostrofò una volta un caro amico, un Volterrone, facendo riferimento alle mie origini fatte di madre Volterrana, appunto, e papà Messinese, dunque terrone) e la mia famiglia, in genere nonno materno, era ed è una famiglia di comunisti. Mio nonno, Nello, scendeva le scale per comprare l'Unità venduta porta a porta dai compagni della sezione del Garofano Rosso. Che uomo Nello! Quanto smisurato amore ho provato e provo ancora per lui, scomparso da pochi anni. Era timidamente orgoglioso di essere comunista, un pò per garbo, per carattere e un pò per i danni che, all'epoca, l'essere comunisti aveva provocato in casa con perdita di posti di lavoro e robe del genere. Non una sola volta in tutta la vita m'ha chiesto come avessi votato o se avessi votato comunista e certamente non perchè desse per scontato il mio voto, no, solo per riguardo, come si dice in Toscana. E mai m'ha parlato male di quello o di quell'altro o bene di tizio o caio. Mai. Una persona straordinaria. Nello, semmai, m'ha parlato di quando parlava con Bube (si, quello del romanzo di Cassola) e mi è stato zitto davanti quando nel 64 morì Togliatti e me ne ricordo ancora. Penso a Nello e mi viene in mente per seconda la parola dignità, la prima, ovvio, è tenerezza. Tutto questo per chiarire chi sono e da dove vengo io. Che naturalmente dopo, molto tempo dopo, come molti, son stato comunista, figgiccino, extraparlamentare, eskimo etc. etc. come si conviene a quasi tutti quelli della mia generazione.

Noi però, che forse abbiamo avuto simpatie e passioni nel cervello e tessere in tasca, noi, dicevo, non siamo scemi. Madre natura, e questo è solo culo, ci ha dotato di un briciolo di intelligenza, discernimento e qualche altra qualità che ci rende (e non è sempre un bene) un pò diversi dagli animali (che spesso son migliori di noi). Così noi, ieri, come molti immagino, siamo rimasti un bel pò sorpresi nel vedere le facce di Fausto Bertinotti e Co. stravolte dal dolore.

Noi però, da molto tempo ci eravamo resi conto che noi non potevamo più essere noi. E così noi, facendo quello che si fa spesso nella vita in un sacco di altre circostanze, ci siamo tappati un pò il naso e abbiamo votato loro, gli altri. E ad occhio e croce, vorrei dire stamani, con molta pacatezza e senza esultare, che noi siamo tanti. E che il Cav e Fini e Bossi ci devono ringraziare, perchè loro hanno vinto essenzialmente per merito nostro. Non sarà sfuggito a nessuno dare un'occhiata ai numeri e vedere che nemmeno un improbabile Fronte Popolare avrebbe vinto contro il Centro Destra pure orfano di un pò di Destra vera, di Casini che non farà più casino etc. etc. Noi abbiamo contribuito col nostro voto a far vincere chi abbiamo sempre detestato ma che ad un certo punto abbiamo detestato un pochino meno di quelli che ora sono davvero detestabili.

Quelli che che si son fatti le pippe dalla goduria quando hanno abbattuto le Torri Gemelle, per esempio, quelli che bruciavano le bandiere americane, quelli che son contro la guerra se la guerra la fanno gli americani, se invece i cinesi devastano il Tibet, pazienza. Quelli che la Resistenza l'hanno fatta 6 o 7000 comunisti e gli americani invece gozzovigliavano in Sicilia. Quelli che si baciano sui palchi con Fiorella Mannoia, De Gregori e cantano cantano e ballano, quelli che girotondano perchè hanno paura per la Democrazia, che il nuovo leader deve essere Nanni Moretti. Quelli che fanno di Camaldoli il loro quartier generale in Italia, e all'estero fanno una capatina a Saint Paul de Vence, che li ci vanno pvopvio quelli con la evve moscia, quelli di sinistva, che stanno dalla parte degli opevai, pevò gli opevai vadano affanculo che, cazzo, un pò puzzano di fabbvica. Quelli che hanno tre file di libri sugli scaffali e pensano solo per quello di essere intelligenti più degli altri. E così via e via e via.  Ecco, un pò godo a pensare che queste encomiabili teste di cazzo hanno fatto fuori, col loro comportamento del cazzo, la storia di un intero Paese. Si sono messi fuorigioco da soli, come da sempre accade ai regimi comunisti, perchè la gente beve beve beve abbocca abbocca ... ma alla fine si rompe i coglioni. Così hanno vinto gli zotici, i cafoni che ora, però, non stanno più nella Fontamara di Silone. Stanno in Valtellina, in Valdossola, nei laghi lombardi e zone limitrofe e si sono spaccati la minchia di produrre il 78% del prodotto lordo di questo Paese del cazzo e vedere i propri soldi sperperati per mantenere il resto dell'Italia. E si sono pure rotti le palle di tre culi ritti che pregano Allah tutto il giorno e fanno casino perchè gli da fastidio l'Albero di Natale e il crocifisso in classe. E via dicendo. Il popolo s'è rotto il cazzo e ha detto: proviamo a fare così.

E come diceva il buon Pasolini: noi non bisogna stare col popolo o andare verso il popolo, semplicemente perchè noi siamo il popolo. Non so di certo quanti di noi abbiano contributo a questa svolta politica che ho la certezza avrà un'onda lunghissima.

Due cose però credo di saperle. Che non siamo stati noi a far sparire i comunisti dal Parlamento della Repubblica e ad aver reso la Toscana una regione ormai Rosa. Hanno fatto tutto da sè. E lo dico perchè un pò mi duole. Mi duole per tutti i compagni e le compagne perbene che son stati traditi e si son fatti tradire da questa massa di cialtroni. La seconda cosa che so è che, comunque sia, non cambierà un cavolo di niente. Il male dell'Italia è l'Italia. Non credo ci sia scampo. Però spero almeno che qualcuno ricominci con un pò di sano revisionismo a riscrivere davvero un pò la storia, spesso distorta, di questo Paese. Almeno questo. Da Porzius a via Rasella fino ad arrivare al G8 di Genova, passando per le stragi partigiane del triangolo rosso negli anni del dopoguerra. E che nessuno si scandalizzi, l'ha già fatto Pansa che è sempre stato ed è in quota sinistra, figuriamoci cos'è successo davvero. E in una Democrazia riscrivere un pò di Storia senza svilire qualche dura verità è prioritario più delle pensioni e dell'evasione fiscale. Intanto siamo stati liberati da Diliberto. Non è poco. Una cosa per volta.

 

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martedì, 25 marzo 2008

Viv'Alitalia!

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lunedì, 17 marzo 2008

ARETE'

Stamani sulla prima pagina del Corriere, Alberoni parla dell'aretè ovvero del concetto di "eccellenza", dell'importanza di darsi il massimo obbiettivo nel proprio campo e migliorarsi. Così si soddisfano le esigenze proprie e quelle altrui. Aretè è greco ma sembra francese: sembra quasi s'arreter, come quando il tram si ferma. Già, il tram! Già, la Francia! Già, l'Italia!  Sono andato a Nizza, sabato, a tirare su un pò d'aria che mi tenga in vita, a guardare un pò d'azzurro e a farmi abbagliare da quella luce che c'è solo da quelle parti. L'ultima volta c'ero stato a giugno 2007. Da Piazza Massena a Piazza Garibaldi era tutto un cantiere, un casino agghiacciante, operai che coi martelli pneumatici devastavano la strada. Mi chiesi cosa stesse accadendo e proprio davanti al bistrot dove consumavo il solito appetitoso piatto di socca, c'era un cartellone con scritto che a Novembre 2007 sarebbe entrata in funziona la linea 1 del nuovo tram di Nizza. Feci due conti ... novembre? Mah ... a casa mia, a Pistoia, c'è un raccordo che equivale a circa 200 metri di strada che porta da una rotonda ad un'altra e dopo più di un anno siamo ancora in pieno cantiere, non un metro di strada asfaltato, un troiaio inenarrabile. Invece sabato torno a Nizza e il tram c'è, è bellissimo, funziona, funziona da novembre scorso, cazzo, come previsto, non da tre giorni  che sarebbe stato comunque buono, copre una tratta di 8 chilometri finiti in un amen (cinque mesi sono un amen, credo) tutto compreso: fermate tecnologiche, zone pedonali nei pressi dell'intera linea, erbetta coltivata tra i binari come in un giardino nei pressi delle splendide aiuole di Place Massena. Un capolavoro di efficienza e di funzionalità, un colpo d'occhio stupendo, un impatto ambientale che addirittura ha migliorato l'ante: fine del traffico, solo zona tram e una zona pedonale infinita. Così la gente magari paga un pò di tasse ma vede i propri soldi investiti per la propria città, il proprio benessere, il futuro dei propri figli. E allora, come sempre, cresce, con legittima enfasi, cresce, l'orgoglio dei francesi (hanno tirato giù Garibaldi per i lavori del tram, e hanno rimontato la statua che guarda verso la Svizzera e non l'Italia come molti speravano). Destra o sinistra non conta. Loro son bravi, probabilmente sciovinisti come al solito, ma bravi, e noi dei coglioni. L'altra sera ho sentito una cosa che non avrei mai voluto sentire, non dalla mia bocca di vecchio deluso rompipalle, no, non da me né da uno come me, l'ho sentita dire da due 19enni, uno di Latisana, Udine, l'altro di Benevento, che vanno a votare per la prima volta ai quali hanno chiesto quale fosse la loro grande aspettativa, e loro hanno risposto: "Voglio andare all'estero, voglio andare via da questo paese". Se i nostri politici hanno anticipato 40 anni di disillusione in ragazzi così, be', son colpevoli di un reato per il quale non c'è pena che tenga. Di là dalle Alpi c'è quel paese normale che tutti auspicano: vizi, difetti, cose che non vanno, ma anche un sacco di cose che vanno, funzionano eccome! Tutte cose che ti fanno stare, semplicemente, bene. Non è il paradiso la Francia. Ma dell'aretè ne sanno più di noi.

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venerdì, 07 marzo 2008

UN PASSO DECISIVO VERSO LA DEMOCRAZIA.

(ANSA) - ROMA, 7 MAR - 'I comunisti sono diversi da tutti gli altri, per questo motivo ho deciso di lasciare il Parlamento', annuncia Oliviero Diliberto. Al suo posto sara' capolista Ciro Argentino, operaio Thyssen. 'La politica si puo' fare bene anche fuori dalle istituzioni', ha detto Diliberto che continuera' a fare il segretario del Pdci. 'Avevamo deciso di eleggere un operaio e non c'era posto: io mi chiamo fuori cosi' la sua elezione e' garantita. E' una risposta alla politica della casta'.

*     *     *     *     *

"È indispensabile andare in tv anche se personalmente non ho una particolare predilezione ad apparire, per fare vedere che siamo diversi. Io sono diverso da Berlusconi, bisogna far vedere che ci fa schifo". Memorabile perla di questo tipo, che fu anche guardasigilli, e che insegna alla Sapienza. Roba da ridere. Che Paese ridicolo. Se per accoglienza turistica siamo al pari di Estonia e Cipro, m'immagino a chi siamo paragonabili per tutto il resto . . .  

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